Un passaggio di crescita, eleganza e responsabilità - II ATTO
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Il primo abito Haute Couture & Sposa ddLab
Quando lo studio diventa gesto, e il gesto diventa promessa. Ci sono creazioni che non nascono per essere mostrate subito. Hanno bisogno di silenzio. Di tempo. Di mani che imparano ad ascoltare prima ancora di decidere.
Questo è il mio primo abito Haute Couture e sposa firmato ddLab.
E prima ancora di essere un abito, è stato un passaggio.

Dopo mesi di studio, di modellistica, di prove, di errori e correzioni, sentivo che era arrivato il momento di trasformare l’apprendimento in gesto.
Non per dimostrare qualcosa. Ma per sentire se ciò che avevo imparato poteva davvero diventare linguaggio.
Un abito come esercizio di verità
Non ho iniziato da un’idea “spettacolare”.
Ho iniziato da una domanda semplice e difficilissima:
Come si costruisce un abito che non sovrasti, ma accompagni?
Questo primo modello nasce così.
Da una linea pulita, essenziale, quasi sospesa.
Un equilibrio tra struttura e morbidezza, tra rigore couture e respiro gentile.
Il monospalla non è una scelta estetica fine a sé stessa: è un gesto asimmetrico che parla di forza delicata.
Il drappeggio nasce dal corpo e torna al corpo.
Nulla è imposto. Tutto è accompagnato.

Il lavoro invisibile
C’è una parte di questo abito che non si vede.
Ed è la più importante.
C’è la modellistica studiata centimetro per centimetro.
Ci sono le tele, le prove, le pieghe rifatte più volte.
Ci sono le mani che imparano a fidarsi del tessuto.
E il tempo — quello vero — che decide quando fermarsi.
È qui che la formazione incontra l’etica.
È qui che ho capito che non basta saper fare: bisogna sapere quando fare, quanto fare, e perché.
Un abito che non urla
Questo non è un abito che cerca attenzione.
È un abito che resta.
Resta nella memoria.
Nel modo in cui segue il movimento.
Nel modo in cui lascia spazio alla persona che lo indossa.

È già sposa.
È già sera.
È già couture.
Ma soprattutto è ddLab:
pulito, poetico, rispettoso, mai invasivo.
Verso ciò che verrà
Questo abito non è un punto di arrivo.
È una soglia.
È il primo passo concreto verso ciò che, dal 2026, diventerà ddLab -
uno spazio sartoriale intimo, su appuntamento, dove ogni abito nascerà dall’ascolto e non dall’imposizione.
Un luogo dove non si “sceglie un vestito”,
ma si costruisce insieme una presenza.
Un inizio, con gentilezza
Ogni volta che guardo questo abito, non vedo solo una silhouette.
Vedo il rispetto per un mestiere.
La pazienza dello studio.
La responsabilità del creare.

Vedo una promessa mantenuta.
E una nuova, appena sussurrata.
Questo è il primo abito.
E non sarà mai solo uno.